lunedì, 29 giugno 2009

I love Robert Pattinson

I love Robert Pattinson. So che ormai è diventato un clichè. Amo Robert Pattinson. Tutti lo dicono. TuttE lo dicono. Il problema, in effetti, è non dirlo. E' praticamente impossibile, al momento. Per tante ragioni: ragioni che riguardano direttamente lui e la sua bellezza e ragioni che riguardano il bombardamento continuo e mediatico che porta il suo viso ovunque e perdunque nelle nostre vite. Si parla di lui dappertutto e in modi differenti. Non vorrei dilungarmi troppo sulla questione che oltre ad essere bello è anche bravo (e bravo lo è davvero), ma scommetto che sentiremo parlare di lui molto a lungo. Non solo perchè la saga di Twilight è ancora nel pieno della sua fortuna cinematografica (in uscita a novembre il secondo capitolo New Moon; nel 2010 sarà il momento di Eclipse), ma anche e soprattutto perchè c'è qualcosa che brilla e scintilla in questo ragazzo ventitrenne. Qualcosa forse legata al tipico fascino inglese o al carattere schivo, che fa un po' bello e dannato, qualcosa che mette insieme la brillantezza di Hugh Grant e la sensualità di Johnny Depp. Qualcosa che fa di lui, al momento, l'ossessione più grande del globo. C'è un sito dedicato a lui che è titolato Robsessed, Addicted and Devoted to Robert Pattinson, dove ogni giorno vengono postate decine e decine di foto che lo riguardano. Al momento è seguitissimo sul set del suo nuovo film "Remeber me", al fianco di Emily DeRavin. Nel frattempo è perseguitato dal tormentone che lo vorrebbe assieme a Kristen Stewart, la sua compagna in Twilight. C'è chi pagherebbe oro o chi darebbe l'anima al diavolo pur di immortalarli in una posa inequivocabilmente inequivocabile. E così si sprecano i fotomontaggi e le storielle inventate sulla loro presunta love story. Intere community sono nate per tributare l'ormai mito e leggenda Robert Pattinson, sebbene lui non abbia ancora fatto qualcosa di veramente mitico e leggendario. Ma a quanto pare non servono gesta. Bastano il suo accattivante sorriso (da qui le "dazzling abilities"), i suoi capelli spesso e volentieri disordinatissimi (I love messy hair), i suoi occhi azzurro cenere, le facce buffe, il modo in cui si passa la mano fra i capelli, le labbra da vampiro (già) e la sua risata contagiosa, o la sua felpa col cappuccio, le camicie a quadri, il suo accento english, le Nike nere e bianche e gli occhiali da sole RayBan, diventati ormai un'icona (ce li hanno tutti e prossimamente li avrò anch'io!!). Addirittura è facile imbattersi in fantasie legate alle sue dita lunghe e affusolate....Non posso raccontarvi le risate che mi faccio quando mi capita di leggere commenti del genere...le fan si Robert Pattinson fantasticano su tutto ciò che lo riguarda ("down on my kneess..hummm..o gosh; what dirty minds we have", commento ad una foto-da-togliere-il-fiato di Rob), sebbene ci siano anche le puriste che giurano di amarlo solo perchè è un attore straordinario e non perchè è bello da morire. E poi ci sono quelle come me, che dicono che è per entrambi gli aspetti ( "can't belive I'm here talking about rob pattinson on a friday night. I dont have a life", commento in un sito dedicato a Rob) . Si. Già. E' amatassimo, considerato praticamente un greek god , espressione rubata a Stephanie Meyer che l'ha usata per descrivere il personaggio letterario di Edward Cullen, interpretato sugli schermi proprio da Pattinson. E a proposito di Dio, ecco un altro commento interessante rubato in rete:"I wonder if God realized what he was going to do to us when he made Rob". Qualunque dettaglio del suo viso o del suo corpo è motivo di esaltante discussione e adorazione. Per esempio, fa letteralmente saltare le connesioni quando appare vestito semplicemente con la maglia della salute e i jeans ("How can someone make a black t-shirt look so god damn good?", commento copiato testuale da uno dei siti dedicati a Rob) . E' fenomenale il mondo interattivo - e non - che ruota attorno a questo ragazzo e alla sua vita. Si è ritrovato, nel giro di un anno, catapultato in una girandola di emozioni da show-bizz e mi domando come sia riuscito, almeno per ora, a sopravvivere. In realtà, ha dichiarato più volte di essere diventato un po' paranoico riguardo alle folle di fan urlanti che lo sorprendono ovunque, sottolineando una certa frustrazione circa l'impossibilità di uscire di casa come una persona normale per fare due passi o per ubriacarsi a suon di pinte di birra in un pub. Ma questa è l'altra faccia del successo. O della vita. Più in generale. "I love Robert Pattinson" è praticamente diventato uno slogan. Non è difficile immaginare la montagna di soldi che la Summit (casa produttrice di Rob) sta sicuramente incassando giorno dopo giorno a ritmo pressochè costante grazie alla fama planetaria di un dolcissimo e talentuoso gioiello come Robert. Personalmente, mi sono innamorata di lui gaurdando Twilight (un film inconsistente rispetto alla bellezza del libro omonimo), ma la cosa che mi ha fatto figuratamente cadere ai suoi piedi è stato ascoltare "Let me Sign", canzone inserita nella colonna sonora del film di cui sopra, cantata e arrangiata proprio da lui. Perchè Rob è anche un musicista. Chitarra e pianoforte. Ho ascoltato la canzone e all'inizio non sapevo che fosse sua. Dura appena un paio di minuti, ma è strappalacrime. La sua voce è una meraviglia cristallina e grezza. Da brivido.

I love Robert Pattinson. Non potevo non dirlo ancora. Un'ossessione è un'ossessione.

(from GQ magazine)

Ed infine, uno scambio di battute fra due forumiste su un sito d'oltre oceano. Stanno commentato una foto di Rob:

-  "Very attractive sexy hot looking pic but then again we already know this, Would I sound like a crazy fan if I said I wanted to pop open each one of those little buttons to reveal the prize inside:) OK Im a crazy fan in love with the man ;)"
- "NO! you'd be crazy if you DIDN'T want to pop open those buttons!"
- "Those button up flies are going to be the death of me!"
E parlando di BUTTONS...parliamo dei buttons dei jeans...si, esatto. Proprio quelli. Tanto per dimostrarvi che  Rob è davvero un ossessione.
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categoria: cinema, film, catene, divino
mercoledì, 20 maggio 2009

Impazzisci e vedi

Per essere visionari bisogna lasciare sfogo alla pazzia. Peccato io abbia troppe cose da fare in questo periodo. Altrimenti impazzirei volentieri.

L'apparizione di un volto e di una fruttiera su una spiaggia - Dalì

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categoria: minimalismi
lunedì, 11 maggio 2009

Qualità

Una volta tanto, vorrei essere in grado di non farmi ossessionare dal tempo. Una volta tanto, vorrei prendermi tutto il tempo che serve e non pensare che è troppo poco o che è troppo tanto. Semplicemente, usare le ore, i giorni, i mesi e persino gli anni per fare qualcosa che desidero e di cui ho bisogno. Non importa quanto ci vorrà o la fatica che costerà, le notti insonni o il sonno leggero...non importa. Il tempo c'è per essere speso. Come il denaro. Sarà forse una metafora agghicciante e cinica, ma questo è: puoi avere tanti soldi e usarli male; puoi avere tanto tempo e lasciartelo sfuggire. Non cambia. A questo punto, è meglio disinteressarsi a questi valori...il soldi non fanno la felicità e avere più tempo non garantisce di essere felici. Non cambia. Il punto è sempre uno: la qualità.
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categoria: divagazioni
sabato, 02 maggio 2009

TWILIGHT SAGA - STEPHENIE MEYER

Nel post precedente avevo accennato al fatto che la lettura di Twilight si era conclusa in otto ore, ma non potevo immaginare che l’ossessione per la storia mi costringesse a leggere i restanti tre libri, per un totale di circa 1400 pagine, in quattro giorni o poco più. È stato incredibile e fastidio provare il desiderio fortissimo di leggere leggere e leggere per scoprire “come va a finire”. Ero completamente rapita da Edward e Bella e dalla loro storia tanto sbagliata e tanto perfetta, dall’amore sconsiderato e quasi morboso che un giorno aveva legato i loro destini senza scampo.

Così, ho letto New Moon, Eclipse e Breaking Dawn quasi d’un fiato dopo aver letto Twilight. Fra i quattro libri, il primo resta il più bello. Coinvolgente e tenerissimo. Per non svelare troppi particolari a chi ancora non ha letto la saga, in questo commento mi limito a fare qualche considerazione di carattere generale sulla storia presa per intero. Onore al merito per la scrittrice Stephanie Meyer che, evidentemente ben indirizzata da manager e quant’altro, ha creato davvero un enorme fenomeno mediatico. I quattro libri insieme fanno circa 1800 pagine, ma sarebbero potute essere di meno, perché a mio avviso alcune parti sono servite solo per aumentare l’attesa verso ciò che tutti i lettori desideravano sapere, e cioè: Edward e Bella resteranno per sempre insieme? A volte pare di si, altre volte di no. Non si capisce. Sei lì, ossessionato, a domandarti come andrà a finire e ti accorgi che l’unico modo per saperlo è arrivare alla fine. La storia è globalmente interessante, attrattiva e adorabile. Il legame fra i personaggi è il centro di tutta l’attività e qualunque evento esterno che tenti di separarli diventa motivo di ansia. Edward e Bella si amano alla follia, ma Bella è umana e per lei il concetto di tempo e spazio è diverso rispetto al concetto che ne ha Edward, immortale e immutabile. Bella non può farsi bastare una vita lunga e felice accanto al suo amato restando umana, perché non sarebbe un amore alla pari. Lei vuole di più. Desidera raggiungere Edward in quell’immutabilità che garantirebbe un amore realmente eterno e, soprattutto, completo. Mi sono domandata, allora, se può esistere davvero un amore talmente grande e perfetto da indurre una persona a rinunciare a tutto senza rimorsi e senza rimpianti. Se esiste davvero un sentimento così puro di adorazione che permetta di vivere in estasi per sempre. Non so darmi risposta, ovviamente.

Posso solo dire che questa saga mi ha fatto piangere, commuovere, ridere, tremare e gioire. C’è tanto in questa storia speciale fra Edward e Bella, persino qualcosa di insospettabile, una sorpresa che lascia senza parole. I punti focali dell’intera vicenda sono pochi e se ne dovessi fare un riassunto sarebbe semplice, questo a confermare che il centro di gravità sono le relazioni fra personaggi e non la trama, la quale, di per sé, non ha note particolarmente originali. Il quarto libro è il più lungo (600 pagine circa) ed è diviso in tre parti: la prima e la terza sono narrate in prima persona dalla voce di Bella (come negli altri libri), la seconda è narrata in prima persona da Jacob (un amico speciale di lei) che introduce un nuovo punto di vista e nuove interessanti considerazioni.

La voce narrante di Bella, comunque, merita un discorso a parte, in quanto la forza di questo personaggio è davvero straordinaria. Leggendo si ha l’impressione di leggere il diario segreto di una ragazza intelligente, matura e sensibile, pronta a sacrificare la vita pur di portare felicità alle persone amate. Bella è un personaggio irripetibile, geniale e comunicativo. Una protagonista con i fiocchi e i controfiocchi. È impossibile non affezionarsi a lei, anche quando diventa petulante o eccessivamente preoccupata per le sorti degli altri, anche quando decide deliberatamente di affrontare pericoli enormi o quando sceglie di fare azioni azzardate pur di avere il suo Edward accanto. È adorabile anche quando, nel quarto libro, sperimenta un nuovo sentimento umano che la metterà in estremo pericolo, un sentimento che non si sarebbe mai aspettata di provare e che, invece, la avvolge nel giro di un istante quando la consapevolezza di non essere più soltanto Bella la raggiunge al centro del cuore. In generale, tutta la storia è filtrata dal suo pensiero e dal suo punto di vista ed è davvero eccezionale entrare nella sua testa sovraccarica di energia e speranza, così come è eccezionale vivere l’amore per Edward assieme a lei, sentendo le sue insicurezze e la sensazione di inadeguatezza rispetto alla bellezza e alla maestosità del ragazzo-vampiro della quale è innamorata. È bello ascoltare le sue reazioni alle parole di lui, ai baci, alle carezze, alle rivelazioni. Bella trasuda emozioni e il lettore può solo lasciarsi inondare. Per me è stato così.

A questo punto, alla fine di tutto, posso concedermi di dare un voto. Complessivo. OTTO E MEZZO. Anche se la storia d’amore merita mezzo punto in più.

Menzione speciale al personaggio di Edward Cullen, il vampiro che legge nel pensiero e si muove velocissimo, che suona il piano forte e conosce tante lingue e che, soprattutto, è bello come un dio greco, perfetto e statuario, col suo sguardo ipnotico e la passione per i puma...Edward è forse il personaggio tecnicamente più banale, ma è anche il personaggio che crea la maggiore dipendenza, soprattutto a noi ragazze abili con la fantasia, perché è straordinario l’amore che prova per Bella. E’, appunto, disumano che qualcuno possa esprimere un sentimento così puro. Bella risveglia in lui la parte più umana del vampiro e lui si lascia trasportare da questa umanità, così tanto da desiderare la morte all’idea di vivere in un mondo senza Bella, così tanto da commettere gli errori che commettono gli uomini, così tanto da soffrire e avere desideri come un uomo.

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categoria: libri, informazione
venerdì, 24 aprile 2009

TWILIGHT - STEPHENIE MEYER

L’amore viscerale e perfetto ha il volto di Edward Cullen e Isabella Swan. I protagonisti del romanzo Twilight, di Stephenie Meyer.

La premessa a questa recensione è che la lettura del libro è durata appena otto ore. Tanto ho messo a leggerlo. Un dato di fatto interessante anche per me stessa, che con la lettura ho una certa familiarità. E’ stato assurdo ritrovarmi alle quattro del mattino incollata alle pagine senza riuscire a smettere, sussurrando a me stessa, di continuo e invano, “solo un’altra pagina”. Quindi, una delle prime cose da dire è che il libro è scritto davvero bene. Comprensibile. Chiaro. Semplice. Veramente piacevole. Altra cosa importante che voglio sottolineare è la seguente: Twilight non è solo un romanzo che parla di una storia d’amore, ma ha una velleità superiore, perché analizza l’amore stesso anche nelle sue forme più tetre e micidiali, personificandolo nella bellezza statuaria, divina e insopportabile di un vampiro “vegetariano” (beve solo sangue di animale).

Il libro si apre con una citazione che, a rileggerla più volte, sconvolge: “ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti” (Genesi 2, 17). Una citazione che mi è stata estremamente chiara al termine della lettura.

Di fatto, nel libro è narrata la storia (che continua nei tre romanzi successivi: “New moon”, “Eclipse” e “Breaking dawn” che non ho ancora letto) di Edward, perfetto in ogni sua manifestazione – tanto benigna quanto malingna -, e di Bella, graziosa, maldestra, ma assolutamente passionale e risoluta. Due esseri destinati l’uno all’altra. Un vampiro e un’umana che lottano con gli istinti e le paure. C’è il desiderio di amarsi senza riserve e la cautela estrema rispetto alla pericolosità di un tale rapporto, perché Edward ha sete di lei nello stesso modo in cui, da uomo, la ama da impazzire. E lei ricambia follemente e perdutamente questo amore assurdo e sceglierebbe di morire pur di stare accanto a lui. In eterno.

La lettura del romanzo, lo devo confessare apertamente, mi ha sconvolto; per diverse ore dopo il termine sono stata quasi male. Fisicamente, oltre che psicologicamente. Pare che questo libro faccia alle ragazze lo stesso effetto elettrizzante. Il sesso debole? No. Credo dipenda dall’immedesimazione. C’è qualcosa, nel modo inusuale con cui la Meyer ha trasposto l’amore nel testo, che induce – per lo meno con me è successo – ad immedesimarsi nello stato d’animo del vampiro Edward, che spaventato da se stesso per il male che potrebbe fare alla sua amata se perdesse il controllo, si arma di una pesante volontà e cerca di vincere la parte più miserabile e animalesca del suo stato. E il risultato è fantastico, tanto che quando Bella gli dice “ti amo” ed Edward risponde “tu sei tutta la mia vita, adesso”, a me è parso di essere lui e di essere Bella nello stesso istante. Doppiamente immedesimata. La forza di questo romanzo sta nella pari simpatia  che il lettore sviluppa nei confronti tanto di Edward, quanto di Bella. E credo che questa simpatia sia più semplice da provare per le ragazze, per un fatto genetico (non me ne voglia il sesso forte).

Ma il mio personale massimo, durante la lettura, è stato alle parole:

mi feci più vicina e con la punta delle dita seguii il profilo del suo avambraccio. Mi accorsi che mi tremava la mano, e sapevo che non gli sarebbe sfuggito. “Ti da fastidio?” chiesi, poiché [lui] aveva richiuso gli occhi. “No”, disse senza riaprirli “non hai idea di come mi senta”

Ho trattenuto a stento una commozione indecifrabile. Se non mi fossi controllata avrei sicuramente pianto (e lo ammetto con un po’ di vergogna). Ovvio che la mia reazione è arrivata come risultato non di quelle poche righe, ma come somma di quanto avevo letto prima. Alle parole di Edward “non hai idea di come mi senta” sono definitivamente crollata in preda al desiderio più o meno legittimo di essere anch’io per qualcuno un tale sollievo. Credo che questo romanzo abbia toccato più di qualche mio punto debole, perché non è normale sentirsi così sconvolti. Ma credo, soprattutto, che Twilight racchiuda una verità che condivido: e cioè che l’Amore non è rosa e non è rosso e non è nero. È tutte queste cose insieme. C’è tanto di male e tanto di bene nello stesso frutto. E un Amore senza peccato è un Amore a metà. 

Voto: senza voto, perchè al momento mi pare riduttivo. Troppo coinvolgente.

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categoria: libri, informazione
lunedì, 20 aprile 2009

THE VOICE IS BEC

In preda al Minimalismo (causa tantissime idee per la testa che viaggiano vorticosamente e faticosamente e rumorosamente e incessantemente durante tutto il giorno...vi farò sapere) mi cimento in un altro post fotografico per celebrare Matteo Becucci, vincitore della seconda edizione di X-factor. Perfetto, intrigante, emozionante.

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E visto che ci sono, inserisco anche il video di una performance di questa sera.

Somebody to Love, dei Queen. Magistrale.

 

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categoria: musica
domenica, 05 aprile 2009

Nessuna gaffe

Berlusconi «incassa» smentita da Londra: Nessuna gaffe con Regina
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categoria: informazione
venerdì, 20 marzo 2009

Aspettando chi?

Aspettando te. Che la vita la prendi di petto. E con impegno. Che non ti basti mai e che non ti basta mai. Che la fatica è solo un attimo e non è la fine del mondo. Aspettando te che probabilmente hai commesso qualche sbaglio, ma ti sei tirato sù. Aspettando te che hai un paio di tatuaggi significativi e che non ti prendi sul serio...non sempre, almeno. Aspettando te che mi sorridi come vedessi il sole spuntare dopo la pioggia e che mi prendi un po' con le cattive, ma poi mi abbracci e ci facciamo ogni volta una risata. Aspettando te che hai sempre un'idea buona e che ti arrabbi quando non riesce come vuoi tu. E che ci pensi e ripensi e che, alla fine, sei sicuro di avere ragione. Ma sai che non è vero. Però è lo stesso. Aspettando te che avrai cura di tutte le mie debolezze e farai l'impossibile per costringermi a mordere la vita. Aspettando te che sei un uomo di ferro, che non ti spezzi mai, ma ti pieghi e non hai vergogna di mostrare qualche limite...aspettando te che ami viaggiare e dormire la domenica e prendere il sole al mare e perfezionare le imperfezioni, ma che, dopotutto, non sei un perfezionista. Aspettando te che mi amerai tantissimo e mi cercherai anche quando sarò troppo stupida da allontanarti, perchè hai capito chi sono io e che l'amore riesco a viverlo solo così.
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categoria: amore
giovedì, 12 marzo 2009

miseria

C'è una miseria profondissima nel mondo. La disuguaglianza.

Provo un enorme senso d'inadeguatezza pensando al fatto che sono nata qui. Da questa parte della linea, da questo lato della libertà. Io non soffro la fame, nè la sete. Ho avuto un'infanzia e le bambole. Ho una casa e probabilmente avrò un lavoro. Io posso scegliere, posso vivere. Posso abbondare in tutte le cose. Perchè io sono nata qui.

C'è una miseria profondissima nel mondo. Si chiama in tanti modi e ha tanti volti. Come i visi dei bambini-soldato, povere creature destinate alla tortura mentale e alla violenza fisica. Come i visi dei mutilati dalle maledette mine. Come i visi delle donne stuprate dai soldati invasori. E la fame...la fame e il sangue. C'è tutto un mondo che urla di dolore...e noi nati qui, beati, sconvolti da una serie tv o dalla Juve che esce dalla Coppa, preoccupati per tutto, meno che per le cose davvero importanti ed essenziali. Meno che per la morte che si mangia interi popoli e li sotterra, accatastando cadaveri in posti che preferiamo non immaginare. E rinneghiamo e ricacciamo dentro a calci qualsiasi senso di colpa, qualsiasi moto dissenziente perchè, dopotutto, non siamo nati lì. E qualche bastardo inneggia alla presa dei fucili e qualcun'altro concederebbe il porto d'armi ai sedicenni e altri raccontano barzellette sugli ebrei e altri usano ancora la parola "negro" e sputano su tutta quella sofferenza, su tutta quella misera miseria...se ne lavano le mani perchè, è vero, non sono nati lì.

In quella parte del mondo i bambini vivi nascono già morti.

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categoria: catene
lunedì, 09 marzo 2009

Momento di celebrazione estetica 6

E' un video senza audio, con qualità d'immagine scarsa, ma ad elevato contenuto tecnico. I signori che combattono sono Enoeda e Kanazawa, due fra i più grandi karateki di sempre. Enoeda è morto nel 2003; era un 8^ dan. Dopo la morte gli è stato conferito simbolicamente il 9^ dan. Per il suo modo di combattere era soprannominato "tigre". Kanazawa è ancora in vita. Ha 78 anni e pratica assiduamente. E' l'unico maestro vivente dello stile Shotokan a possedere il 10^ dan, il grado più alto in assoluto. E' il presidente e istruttore capo della più grande organizzazione di Karate Shotokan del mondo, la Shotokan Karate-do International Federation.

Non so a quale anno risalga questo video. Evidentemente è passato molto tempo, ma in questi pochi secondi riconosco la grandezza del karate.

PS: il Karate è praticato in diversi stili, che corrispondono in linea di massima a diversi Maestri "fondatori". Lo stile più diffuso è lo Shotokan, che deriva dal Maestro Funakoshi. Altri stili sono lo Shotokai, del Maestro Egami; il Goju-Ryu, iniziato dal Maestro Higahonna e fondato dal Maestro Myagi; lo Shorin-Ryu, che a sua volta è formato da altri tre stili, ciascuno riferito a una diversa famiglia di Okinawa; lo Shito-Ryu, elaborato dal Maestro Mabuni; il Wado-Ryu, che deriva dal Maestro Otsuka; il Sankukai, del Maestro Nanbu (nel '78 il Maestro ha poi creato una "nuova" arte marziale col nome di Nanbudo); e il Kyokushinkai, fondato dal Maestro Oyama.

Di seguito riporto anche i principi morali (Dojo-kun) elaborati da Funakoshi per il Karate Shotokan:

  1. Il Karate comincia e finisce con il saluto. (一、空手は礼に初まり礼に終ることを忘るな 。)
  2. Il Karate è mai attaccare per primi (二、空手に先手無し。).
  3. Il Karate è rettitudine, riconoscenza, perseguire la via della giustizia (三、空手は義の補け。).
  4. Il Karate è prima di tutto capire se stessi e poi gli altri (四、先づ自己を知れ而して他を知れ。).
  5. Nel Karate lo spirito viene prima; la tecnica è il fine ultimo (五、技術より心術。).
  6. Il Karate è lealtà e spontaneità; sii sempre pronto a liberare la tua mente (六、心は放たん事を要す。).
  7. Il Karate insegna che le avversità ci colpiscono quando si rinuncia (七、禍は懈怠に生ず。).
  8. Il Karate non si vive solo nel dojo (八、道場のみの空手と思うな。).
  9. Il Karate è per la vita (九、空手の修行は一生である。).
  10. Lo spirito del Karate deve ispirare tutte le nostre azioni (十、凡ゆるものを空手化せ其処に妙味あり。).
  11. Il Karate va tenuto vivo col fuoco dell'anima; è come l’acqua calda, necessita di calore costante o tornerà acqua fredda (十一、空手は湯の如く絶えず熱を与えざれば元の水に返る。).
  12. Il Karate non è vincere, ma è l'idea di non perdere (十二、勝つ考えは持つな、負けぬ考えは必要。).
  13. La vittoria giace nella tua abilità di saper distinguere i punti vulnerabili da quelli invulnerabili (十三、敵に因って転化せよ。).
  14. Concentrazione e rilassamento devono trovare posto al momento giusto; muoviti e asseconda il tuo avversario (十四、戦は虚実の操縦如何にあり。).
  15. Mani e piedi come spade (十五、人の手足を劔と思え。).
  16. Pensare che tutto il mondo può esserti avversario (十六、男子門を出づれば百万の敵あり。).
  17. La guardia ai principianti, la posizione naturale agli esperti (十七、構えは初心者に、あとは自然体。).
  18. Il kata è perfezione dello stile, la sua applicazione uè altra cosa (十八、型は正しく、実戦は別もの。).
  19. Come l'arco, il praticante deve usare contrazione, espansione, velocità ed analogamente in armonia, rilassamento, concentrazione, lentezza (十九、力の強弱、体の伸縮、技の緩急を忘るな。).
  20. Fai tendere lo spirito al livello più alto (二十、常に思念工夫せよ。).
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categoria: amore, sport